Ti aspettavi un portfolio in React con animazioni e librerie inutili? Mi dispiace deluderti. Non ho nessuna voglia di imparare un framework frontend che verrà superato da uno nuovissimo tra tre mesi, specialmente ora che un LLM sa scriverlo e usarlo meglio. Nel mio mondo, meno codice scrivi, minore è la superficie di attacco. Questo è tutto ciò che ti serve sapere su di me.

whoami

Mi chiamo Luigi Miranda (classe '98), ma ho così tanti soprannomi che puoi chiamarmi come preferisci: Gigi, Gino, Pit, Lu, GG, Ginos, Chu, Gnu, Bujak, e potrei continuare così all'infinito. Vengo da San Giuseppe Vesuviano, provincia di Napoli: un posto noto per un settore tessile ormai decadente e un dialetto di cui non vado esattamente fiero.

Ho passato tre anni a studiare Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, poi ho pensato che la vita fosse troppo semplice. Così ho preso la decisione più "facile" di tutte e sono passato a Informatica.

La triennale

Durante la triennale ho capito che il C è il mio linguaggio. Puro, diretto, senza filtri. Se mi chiedi quante lingue parlo, ti rispondo cinque: italiano, inglese, napoletano (sì, vale come lingua), coreano (una quindicina di parole in croce, ma ci sto lavorando) e, ovviamente, il C.

Sempre in quel periodo ho accarezzato l'oscura idea di diventare un full-stack developer. Ne sono guarito in fretta, capendo che il web moderno è un castello di carte fatto di astrazioni e vulnerabilità ignorate, dove si pensa solo all'estetica a discapito dell'efficienza e della sicurezza.

La magistrale (석사 학위)

Proprio scoprendo il mondo delle vulnerabilità durante la triennale, ho deciso di iscrivermi alla magistrale in Sicurezza Informatica (che concluderò a marzo 2027). È un settore enorme e complesso che sto cercando di esplorare a fondo.

A un certo punto, però, la routine casalinga ha iniziato ad annoiarmi, così sono partito per studiare in Corea del Sud per sei mesi. L'esperienza mi è piaciuta al punto che ho deciso di tornarci, sei mesi dopo, per un altro semestre a scrivere la tesi. In pratica, la mia magistrale è 50% made in italy e 50% made in corea.

Cosa penso dell'IA

Oggi l'IA sta divorando ogni cosa, inclusa parte della mia voglia di studiare. Proprio per questo ho riscoperto la bellezza di reinventare la ruota da zero, invece di avere tutto pronto in cinque minuti. Non fraintendetemi, non sono un "ateo dell'IA" o un terrapiattista degli LLM: uso gli LLM tutti i giorni (probabilmente anche troppo) e ne sfrutto tutto il potenziale. A dirla tutta, a volte mi hanno persino spaventato (leggi qui se ti va). Ma studio cybersecurity, la mia forma mentis mi vieta di fidarmi ciecamente di qualsiasi cosa, figuriamoci di un algoritmo probabilistico. Diciamo che la paranoia professionale era inclusa nelle tasse universitarie.

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